Passione per il lavoro

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1798310_750136755055038_5107081646089288676_nPassione per il proprio lavoro

Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi. 
Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione. 
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente. 
”Che cosa fai?”, chiese il pellegrino. 
”Non lo vedi?” rispose l’uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”. 
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino. 
S’imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato. 
”Che cosa fai?”, chiese anche a lui, il pellegrino. 
”Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo. 
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare. 
Giunse quasi in cima alla collina. Là c’era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità. 
”Che cosa fai?”, chiese il pellegrino. 
”Non lo vedi?”, rispose l’uomo, sorridendo con fierezza. “Sto costruendo una cattedrale”. 
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.”

(Bruno Ferrero)

Perché lavoriamo?

La risposta che viene automatica è: “per sopravvivere!”.

E’ vero, lavoriamo per mangiare, per comprarci il cibo, per pagare l’affitto di casa o il mutuo, ma il tempo che dedichiamo all’attività lavorativa rappresenta una parte troppo grande della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine della giornata.

Molto meglio avere una grande passione per il proprio lavoro, non stancandosi mai di esprimere attraverso la nostra attività lavorativa le proprie potenzialità e i propri talenti.

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